Un assalto fulmineo, studiato nei dettagli, ha colpito la scorsa notte il bar-tabacchi di una stazione di servizio Eni lungo la strada provinciale 17, a Partinico. I malviventi, seguendo una tecnica ormai tristemente collaudata, hanno lanciato un’auto contro la vetrata d’ingresso per poi fare irruzione nei locali e svuotarli in pochi minuti.
L’auto-ariete, risultata rubata, è stata scagliata a tutta velocità contro l’ingresso dell’area ristoro, frantumando vetri e infissi. Una volta all’interno, i ladri hanno prelevato decine di stecche di sigarette e una quantità ancora imprecisata di denaro contante. Dopo il blitz, durato pochissimo, si sono dileguati abbandonando il veicolo sul posto, segno evidente di un’operazione pianificata per lasciare il minor numero possibile di tracce utili alle indagini.
Sul luogo del furto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Partinico, che hanno immediatamente avviato i rilievi e acquisito le immagini delle telecamere di videosorveglianza installate nell’area. Proprio da quei fotogrammi potrebbero emergere elementi utili per l’identificazione del gruppo, che con ogni probabilità ha agito coperto dal buio e con il volto travisato.
Non si tratta di un episodio isolato. Negli ultimi giorni, nella provincia di Palermo, si è registrata un’impennata di furti con modalità analoghe. A Carini, appena pochi giorni fa, un’agenzia di scommesse è stata presa di mira con le stesse dinamiche: anche in quel caso un’auto rubata è stata usata per sfondare l’ingresso, e il bottino ha incluso slot machine asportate in piena notte. Un modus operandi che fa pensare all’azione di una banda organizzata, capace di colpire rapidamente e di sparire altrettanto in fretta.
Il timore, ora, è che si tratti dell’ennesima escalation di microcriminalità in aree periferiche, dove i controlli si fanno più complessi e le attività commerciali diventano bersagli vulnerabili, soprattutto nelle ore notturne. Le indagini sono in corso, ma tra i commercianti della zona cresce la preoccupazione per una sicurezza sempre più fragile.



