Aveva solo 23 anni Raffaele Bottalico, l’operaio sommatinese vittima di un drammatico incidente sul lavoro avvenuto nei giorni scorsi a San Cataldo. Dopo giorni di agonia nel reparto di rianimazione dell’ospedale Sant’Elia di Caltanissetta, dove era stato ricoverato in condizioni disperate, il giovane non ce l’ha fatta. È spirato nella giornata di ieri, stroncato dalle gravi lesioni riportate nella caduta da un’altezza di circa dieci metri mentre era impegnato in un intervento su un tetto.
La notizia della sua morte ha colpito come un fulmine la comunità di Sommatino, dove Raffaele viveva insieme alla famiglia. Un ragazzo conosciuto e benvoluto da tutti, stimato per la sua gentilezza e per l’impegno che metteva nel lavoro. Diplomato all’Istituto “Sebastiano Mottura” di Caltanissetta, il suo nome è legato anche all’ambiente sportivo locale: la squadra di calcio APD Sommatinese ha voluto esprimere pubblicamente il proprio dolore, definendo la scomparsa del giovane come una ferita profonda per l’intero paese.
“Ci stringiamo attorno alla famiglia Bottalico in questo momento di indicibile dolore – ha dichiarato l’Amministrazione comunale di Sommatino in una nota –. La comunità perde un ragazzo laborioso, gentile e pieno di speranze. È un giorno tragico per tutti noi”.
Anche a San Cataldo, dove si è verificato l’incidente, il cordoglio è stato unanime. Nei giorni successivi alla caduta, la parrocchia del quartiere Pizzo Carano Sant’Anna, con il parroco don Giuseppe Anzalone, il rettore don Giovanni Galante e il presidente Vincenzo Siracusa, aveva organizzato momenti di preghiera per Raffaele. Un abbraccio spirituale che purtroppo non ha potuto accompagnare il giovane alla guarigione, ma che ha rappresentato un segno di vicinanza e speranza per i familiari.
Sull’incidente indagano i carabinieri e l’Ispettorato del lavoro di Caltanissetta. Sarà ora compito della magistratura chiarire la dinamica esatta dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità. Secondo quanto trapelato, il giovane stava lavorando su una copertura quando avrebbe improvvisamente perso l’equilibrio, precipitando nel vuoto. I soccorsi sono stati immediati, ma le ferite interne e i traumi alla testa e alla colonna vertebrale si sono rivelati troppo gravi.
Il dolore per la sua morte ha oltrepassato i confini del comune d’origine. Numerosi i messaggi di cordoglio arrivati da cittadini, amici e conoscenti che hanno voluto ricordare Raffaele come “un ragazzo educato, umile, sempre disponibile”. Non sono mancati anche i richiami, purtroppo tristemente attuali, sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Troppo spesso, anche nel territorio nisseno, si continuano a registrare episodi di incidenti in edilizia, dove le misure di protezione risultano talvolta assenti o inadeguate.
L’Unità Pastorale di Sommatino, con un messaggio ufficiale, ha voluto esprimere la propria vicinanza spirituale alla famiglia e alla comunità: “Ci uniamo al dolore per la prematura perdita del carissimo Raffaele. Preghiamo affinché il Signore gli doni la pace eterna e conforti il cuore dei suoi cari. La Vergine Maria, consolatrice degli afflitti, accompagni questo momento di sofferenza con la sua materna presenza”.
I funerali saranno celebrati nei prossimi giorni a Sommatino, dove è attesa una grande partecipazione. Il paese, ancora incredulo, si prepara a rendere l’ultimo saluto a un figlio strappato troppo presto alla vita. Con lui se ne va non solo un lavoratore, ma un volto familiare e sorridente che mancherà a tutti.
La tragedia di Raffaele Bottalico, oltre ad essere un dramma personale e collettivo, pone ancora una volta l’attenzione su un tema irrisolto: quello della sicurezza sui luoghi di lavoro. Una questione che troppo spesso viene ricordata solo quando accadono fatti irreparabili, e che invece dovrebbe essere priorità costante per istituzioni, imprese e cittadini. In memoria di Raffaele, e di tanti altri come lui, la speranza è che si possa davvero voltare pagina.



